Pubblicato da: listacivicavapriese | ottobre 21, 2011

CONSEGUENZE DELLE RECENTI MANOVRE ECONOMICHE SUI COMUNI

Nel Consiglio Comunale di venerdì 30 Settembre il primo punto all’ordine del giorno “Conseguenza della manovra economica sull’attività dei Comuni (DL 13/08/2011 n.138)” è stato trattato in seduta aperta agli interventi del pubblico.

La questione è grave e coinvolge tutti i Comuni e, di riflesso, tutti noi cittadini Italiani.

Vogliamo dare qui alcuni spunti tratti da relazioni dell’ANCI che da tempo lancia (inascoltata)
grida di allarme.

Le diverse manovre economiche che in questi anni si sono succedute hanno imposto tagli e obiettivi
di riduzione della spesa non più sostenibili.

I comuni sono l’unico comparto della Pubblica Amministrazione che ha tenuto sotto controllo la
spesa corrente: nel quinquennio 2005-2009 il saldo di bilancio della Pubblica Amministrazione
è peggiorato di quasi 20 miliardi di Euro, mentre nello stesso periodo, il bilancio del comparto
comunale aggregato ha registrato un miglioramento di 2,6 miliardi di Euro.
Parlando in termini percentuali, il debito dei Comuni è pari al 2,7% del debito totale della Pubblica
Amministrazione.

Benché i Comuni siano quindi l’unico comparto della Pubblica Amministrazione ad aver realizzato
gli obiettivi di miglioramento loro dettati dalle manovre economiche degli ultimi anni, sui Comuni
si scaricano in misura sempre maggiore i tagli dei trasferimenti statali e gli obiettivi sempre più
stringenti del patto di stabilità che limita gli investimenti dei Comuni stessi, contribuendo alla
stagnazione dell’economia Italiana.

Per il nostro Comune gli impatti di queste manovre sono:
• in termini di taglio dei trasferimenti: 240.000 Euro nel 2011 e 323.500 Euro nel 2012
• in termini di Obiettivo patto di stabilità: 230.000 Euro nel 2011 e 384.500 Euro nel 2012
Nello stesso Consiglio Comunale del 30 settembre, in un punto successivo abbiamo approvato una
variazione di bilancio per ovviare al taglio dei trasferimenti per quest’anno, ma le prospettive per il
2012 sono alquanto difficili … .

C’è un rischio sempre più concreto di un ridimensionamento da parte dei Comuni di servizi finora
erogati e/o di un incremento dei tributi che in ogni caso si scaricherebbero sui cittadini.

Dal 2004, anno in cui l’attuale maggioranza del nostro Comune si è insediata non è stato apportato
alcun incremento all’aliquota addizionale Irpef, ferma allo 0,3%,
Un’analisi effettuata dalla società IFEL afferma che nel 2009 il 25,9% dei Comuni applica una
aliquota addizionale Irpef minore o uguale allo 0,3%. Il 44,4% dei comuni applica un’aliquota tra
lo 0,4% e lo 0,6% compreso, mentre il 19,7% dei comuni applica lo 0,7% o lo 0,8%.
Lo studio in questione prevede che, a seguito dei tagli inseriti nelle recenti manovre economiche, si
arriverà presto ad una distribuzione differente:
• i Comuni con addizionale Irpef minore o uguale a 0,3% passerebbero dal 25,9% al 10%
• i Comuni con addizionale Irpef tra lo 0,4% e lo 0,6% incluso, passerebbero dal 44,4% al
25%
• i Comuni con addizionale Irpef 0,7% e 0,8% passerebbero dal 19,7 % al 65% ! .

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