Pubblicato da: listacivicavapriese | dicembre 1, 2009

Mozione “CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE”

Nel Consiglio Comunale di venerdì 27 novembre al terzo punto all’ordine del giorno c’era la presentazione e la relativa discussione di una mozione presentata da 5 Consglieri Comunali avente per oggetto “Crocifisso nelle aule scolastiche”.

Di seguito riportiamo il testo approvato in Consiglio Comunale con 12 voti a favore (i Consiglieri di “Lista Civica Vapriese” e di “Vivi Vaprio” presenti alla seduta) e 2 contrari (i due Consiglieri eletti nella lista “Progetto Vaprio”.

TESTO DELLA MOZIONE

“CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE”

Premesso che

la recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo stabilisce che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche costituirebbe unaviolazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioninonchè una violazione della “libertà di religione degli alunni”,

Valutato che

Tale sentenza si pone in palese contrasto con la tradizione del nostro Paese che vede nel Crocifisso un simbolo oltre che religioso, anche culturale, nel quale una larga parte della nazione può identificarsi a prescindere dalle personali scelte religiose,

Ritenuto che

  • Senza identità e senza coscienza delle proprie radici, non possono esserci nè libertà nè democrazia.
  • Le radici di un Popolo non si possono tagliare al di là dell’essere laici o cristiani.
  • Togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche è il contrario della laicità che è la capacità di guardare a sè stessi e agli altri senza pregiudizi.
  • L’attaccamento ai nostri valori consolidati non può essere eliminato con una sentenza o con un colpo di penna,

Rilevata positivamente

La corale presa di posizione contro questa sentenza da parte dei principali partiti di maggioranza e di opposizione nel Parlamento Italiano,

SI INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA A FARSI INTERPRETE PRESSO LE SEDI OPPORTUNE

affinchè anche il Consiglio Comunale di Vaprio d’Adda si schieri in favore dell’annunciato ricorso contro la sentenza della Corte di Strasburgo in difesa degli articoli 19 e 20 della Costituzione della Repubblica, in quanto questa sentenza non tiene adeguatamente conto dell’identità, delle tradizioni e della storia del popolo Italiano.

////////////////////////////////////// fine mozione /////////////////////////////////////////////////

Alcuni commenti a supporto di questo tema:

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo non ha nulla a che fare con l’Unione Europea.

E’ una emanazione del Consiglio Europeo, ha sede a Strasburgo ed è composta da 47 stati membri.

Le sentenze di questa Corte non hanno carattere di coercitività, ma piuttosto un valore “politico”.

La questione in gioco non è solo religiosa, ma anche culturale: molti oggi sono convinti che il vuoto sia il padre della tolleranza.

Noi invece riteniamo che il rispetto  per l’altro non nasce dall’abolizione delle differenze, ma dal conoscerle, e pertanto la diversità deve essere considerata una ricchezza.

La cosa che lascia più  perplessi è che spesso non sono le persone appartenenti ad un altro credo a chiedere l’abolizione dei simboli religiosi, ma italiani che credono che il laicismo sia la via per il multiculturalismo quando è purtroppo invece la via per educare generazioni al nulla, salvo poi chiedersi perché c’è il vuoto nei loro occhi.

Nella mozione si citano gli articoli 19 e 20 della Costituzione Italiana che di seguito riportiamo:

Articolo 19: Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne il privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume.

Articolo 20: Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

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